19) Leibniz. C' il progresso.
Secondo Leibniz esiste il progresso sia nel divenire dell'universo
sia nella storia umana ed egli  fiducioso che anche i momenti
negativi verranno utilizzati positivamente. Egli immagina questo
progresso come un cammino senza fine verso una sempre maggiore
universale bellezza.
G. W. Leibniz, De rerum originatione radicali (pagine 241-242).

Verso una somma sempre maggiore di universale bellezza e
perfezione delle opere divine si deve riconoscere, anche, che c'
un progresso perpetuo e liberissimo dell'intero universo, per cui
si raggiunge una cultura sempre maggiore. Allo stesso modo una
gran parte della nostra terra viene ora coltivata, e sar
coltivata sempre di pi; e per quanto, senza dubbio certe parti
tornino a diventar selvagge, decadano, o vadano in rovina, ci va
visto, tuttavia, al modo che ora abbiamo spiegato le afflizioni:
questa stessa distruzione e decadenza  utile al raggiungimento di
qualcosa di pi importante, sicch veniamo, in qualche modo, a
guadagnare dallo stesso danno.
E all'obiezione che, allora, il mondo da gran tempo dovrebbe
essere diventato un paradiso, si risponde facilmente: sebbene gi
molte sostanze siano giunte a una grande perfezione, per
l'indefinita divisibilit del continuo rimangono sempre,
nell'abisso delle cose, parti sopite, ancora da svegliare, da
migliorare e ingrandire e, in una parola, da portare a una miglior
cultura. N, perci, il progresso giunger mai a un termine.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagina 173.
